Centri ricreativi dell’Arma

 

Centri ricreativi dell’Arma

L’utilizzo delle strutture dei Centri ricreativi dell’Arma è disciplinato dall’Ufficio Assistenza e Benessere del Personale del Comando Generale dell’Arma.

Per l’ammissione ai prefissati turni, estivi, invernali e pasquali, deve essere presentata la domanda secondo le modalità di volta in volta emanate dal prefato Ufficio.

Le Sezioni ANC, che intendono organizzare gite tra i Soci, devono far pervenire domanda a questa Presidenza nazionale, che la inoltrerà al suddetto Ufficio per la prevista autorizzazione.

Nei periodi non interessati dai citati turni, i militari in servizio ed in congedo, le vedove ed i vedovi e gli orfani, possono contattare direttamente le direzioni dei centri, i quali potranno accettare le prenotazioni, in base alle proprie disponibilità.

Turni Invernali 2025

  1. 04 – 08 dicembre 2025 (Festa Immacolata Concezione);
  2. 20 – 27 dicembre 2025 (Santo Natale);
  3. 27 dicembre 2025 – 03 gennaio 2026 (Capodanno);
  4. 03 -10 gennaio (Epifania).

Le tariffe giornaliere di soggiorno per i turni  sono pari a:

  • € 50 cad. per età superiore ai 12 anni;
  • € 40 cad. per età compresa tra i 6 – 12 anni;
  • € 20 cad. per età compresa tra i 2 – 6 anni;
  • gratuite per età inferiore ai 2 anni.

La domanda di ammissione dovrà essere presentata entro il 20 ottobre 2025 dal personale:

  • in servizio, “esclusivamente” tramite l’applicativo Centri ricreativi On-line con il percorso Servizi / Amministrativi-Logici / Centri Ricreativi On – Line
  • in congedo e dai congiunti dei militari deceduti, utilizzando il modulo allegato alla presente circolare, reperibile anche presso le Stazioni Carabinieri, da inoltrare all e-mail centri.ricreativi@carabinieri.it.

Gli ammessi saranno informati tramite una mail di notifica dal Comando Generale, a cui seguirà un’ulteriore comunicazione dalla società che gestisce la struttura con le informazioni di dettaglio per confermare a prenotazione.

Merano (BZ) – Villa Hoffmann

Bressanone (BZ) – Residence Europa

Ischia (NA) – Residenza Mareluna

Moduli di domanda

 Merano
 Bressanone

 Informativa Privacy

 
 
 
 
 

STEMMA ARALDICO DEL 1935

Stemma araldico del 1935

L’Arma dei Carabinieri ha acquisito il diritto a fregiarsi dello stemma araldico col decreto 7 luglio 1932, mentre la concessione del primo stemma ha avuto luogo con R.D. 2 maggio 1935 e Lettere Patenti del 27 maggio successivo.

Lo Stemma Araldico deriva dall’uso dei motti araldici concesso ai Reggimenti ed ai Corpi dell’Esercito con legge n. 293 del 1932. Con circolare del 20 maggio successivo il Ministero della Guerra attribuì all’Arma dei Carabinieri il motto “Nei secoli fedele“, che di fatto era già in uso.

Lo Stemma del 1935 era costituito da uno scudo italico di rosso, diviso in quattro cantoni da una croce d’argento. Nei cantoni superiori figuravano, a destra una mano d’argento che stringeva un serpente di colore verde; a sinistra una granata dirompente d’oro. Nei cantoni inferiori gli stessi simboli, ma a destra la granata e a sinistra la mano con il serpente. La parte superiore dello scudo, cioè il capo, era d’azzurro. Gli ornamenti esteriori erano costituiti da motivi araldici relativi alla forma istituzionale dello Stato del tempo e dal motto dell’Arma “Nei secoli fedele” inscritto sotto lo scudo, in una lista accartocciata, di azzurro.

STEMMA ARALDICO DEL 1952

Stemma araldico del 1952

All’indomani della nascita della Repubblica, il Ministro per la difesa, con circolare n. 523 del 22 novembre 1948 e n. 210 del 13 febbraio 1950, emanò disposizioni relative alle modifiche o alla nuova realizzazione degli stemmi araldici dei Corpi, nei quali dovevano essere aboliti tutti i simboli in contrasto con la nuova forma costituzionale assunta dallo Stato.

In ottemperanza a tali norme il Comando Generale dei Carabinieri avanzò proposta di un nuovo Stemma Araldico, che del precedente conservava soltanto i colori (rosso ed azzurro), il serpente verde e la granata dirompente, non più d’oro ma d’argento e non più sullo scudo, ma sopra di esso, in luogo del cimiero.

Il fregio da apporre sullo scudo del nuovo Stemma fu sanzionato con nota n. 548 del Ministero della Difesa in data 1° luglio 1952. Era costituito da una granata dirompente dalla cui parte inferiore uscivano le cordelline della grande uniforme dei carabinieri.

Il nuovo Stemma Araldico venne concesso all’Arma con Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, in data 27 dicembre 1952, su progetto del Collegio Araldico.

Il Decreto del Presidente della Repubblica così descrive lo stemma:

SCUDO

Tagliato: nel primo d’azzurro alla branca (zampa) di leone d’oro movente dal fianco destro dello scudo e stringendo un serpente naturale volto a sinistra; nel secondo di rosso alla quercia sradicata d’argento. Il tutto abbassato al capo d’oro partito da un palo d’azzurro. Lo scudo accollato a due carabine e quattro sciabole, tutte in decusse: le impugnature delle sciabole uscenti dallo scudo sopra d’oro e sotto d’argento“.

ORNAMENTI ESTERIORI

Sullo scudo il fregio dell’Arma dei Carabinieri, accompagnato da undici nastri svolazzanti ai lati dello scudo, dei quali, a destra: uno dei colori dell’Ordine Militare d’Italia, uno d’azzurro filettato d’oro, uno d’azzurro filettato d’argento, due d’azzurro ed uno d’azzurro fasciato d’argento; a sinistra: uno d’azzurro filettato d’oro, uno d’azzurro filettato d’argento, due d’azzurro e uno d’azzurro fasciato d’argento. Sotto lo scudo, su una lista con le estremità bifide, troncate di rosso e di azzurro, con alamari d’argento, il motto “Nei secoli fedele“.

STEMMA ARALDICO DEL 1977

Stemma araldico del 1977

Su proposta del Comando Generale dell’Arma, il Ministero della Difesa, con nota n. 741 del 25 giugno 1976, abrogò il precedente fregio ed istituì il nuovo, in tutto simile al primo, ma con le cifre d’onore R.I., intrecciate sulla granata. Il Presidente della Repubblica (Leone), con decreto del 19 gennaio 1977, modificò il precedente Stemma per la parte riguardante le ricompense.

In particolare, mentre il D.P. 27 dicembre 1952 elencava i nastri uscenti dallo scudo, il nuovo dispose, genericamente, che lo scudo dovesse essere “accompagnato dai nastri indicativi delle ricompense al Valore di cui l’Arma ha titolo di fregiarsi”.

Il Comando Generale – Ufficio Storico – realizzò quindi il nuovo Stemma Araldico, in cui figuravano tutte le decorazioni concesse alla Bandiera dell’Arma, ivi compresa la Medaglia d’Oro al Valor dell’Esercito (divenute 3 nel tempo) conferita al Vessillo dopo l’emanazione del decreto di modifica del precedente Stemma. Il disegno venne eseguito dal Prof. Francesco Paolo Volta, Accademico Tiberino.

A differenza del precedente, il nuovo fregio riportava le cifre d’onore intrecciate R (Repubblica) I (Italiana) e 19 nastri in luogo degli 11 precedenti.

Sotto il profilo formale, raffrontando lo stemma del 1977 con quello del 1952 si notano le seguenti altre differenze:

  • fregio con fiamma di nuovo disegno (dodici lingue di fuoco invece di cinque);
  • carabine e sciabole prospetticamente identiche, nei dettagli, alle carabine e alle sciabole del 1814 (nel precedente disegno era approssimativo);
  • nastri delle decorazioni uscenti dal fregio, come da circolare n° 210, 13 febbraio 1950 del Ministero della Difesa, dispos. III°, 2^, d (nel precedente usciva dallo scudo);
  • branca di leone di nuovo disegno (al naturale – nel precedente era stilizzata) e “movente” dal fianco destro dello scudo come descrizione dello Stemma contenuta negli atti costitutivi (nel precedente era inquadrata nel campo azzurro);
  • motto su lista rotonda essendo il nuovo Stemma inscritto idealmente in un cerchio (nel precedente la lista era dritta).

Per queste ultime modifiche apportate allo stemma araldico dell’Arma, occorre riferirsi alle vicende storiche retrospettive ed al significato attribuito alle diverse immagini che compongono il tutto. Va innanzitutto precisato che l’Arma Carabinieri ha diritto di fregiarsi dello Stemma Araldico perché fornita di Bandiera militare. Nel suo complesso e nei suoi particolari costitutivi, lo stemma evidenzia l’alta funzione sociale dei Carabinieri che, impersonificando la legge e la forza dello Stato, lottano contro l’insidia quotidiana della sovversione e del crimine.

STEMMA ARALDICO DEL 1989

 

Stemma araldico del 1989

La circolare dello Stato Maggiore Esercito n. 121 del 9 febbraio 1987 dispose che tutti i Corpi ed Enti dell’Esercito che avevano diritto a fregiarsi di uno stemma ne rivedessero il disegno, secondo le direttive che seguono:

  • scudo: di forma sannitica e con il solo vincolo del capo onorevole d’oro (indicativo delle Medaglie d’Oro al Valor Militare conseguite) unico e non soggetto a partizioni;
  • corona turrita: tassativamente uguale, per tutti i Corpi od Enti, d’oro;
  • ornamenti, comprendenti in modo tassativo:
    a) una lista bifida d’oro, riportante il motto;
    b) eventuali onorificenze, “accollate alla punta dello scudo”;
    c) i nastri rappresentativi delle ricompense al Valore, “scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda” ai lati dello scudo, in numero non superiore a 10.

In ottemperanza a tali direttive, venne ridisegnato lo stemma dell’Arma, mantenendo all’interno dello scudo gli stessi tradizionali elementi che figuravano in quello del 1977– carico ormai di quasi 40 anni di storia – rimuovendo soltanto il palo d’azzurro dal capo d’oro. Scomparirono, invece, gli ornamenti che caratterizzavano la raffigurazione precedente e venne ridotto il numero dei nastri ai lati dello scudo (alcuni dei quali, per rispettare il limite massimo di dieci, recano in cifre romane il numero delle decorazioni concesse più volte). La simbologia delle figure è rimasta immutata.

Il capo onorevole d’oro rappresenta le 3 Medaglie d’Oro al Valore Militare di cui è insignita la Bandiera dell’Arma.

L’insegna pendente sotto lo scudo ed i nastri a lato indicano:

  • 4 Croci di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, già Ordine Militare di Savoia, (nastro azzurro con filetto rosso centrale): Guerra Italo-Etiopica (1935-1936); Lotta contro il crimine (1946-1974); Lotta contro il crimine ed il terrorismo (1975-1981); Lotta contro la criminalità (1981-1984);
  • 3 Medaglie d’Oro al Valor Militare (nastro azzurro bordato di oro): 1a Guerra Mondiale (1915-1918); Battaglia di Culqualber (1941); Resistenza e Guerra di Liberazione (1943-1945);
  • 5 Medaglie d’Argento al Valor Militare (nastro azzurro bordato d’argento): Battaglia di Pastrengo (1848); Campagna di Libia (19111912); Battaglie di Eluet-el-Asel e Lamluda (1941); Campagna di Russia (1941-1943); Resistenza in Jugoslavia (1943-1945);
  • 4 Medaglie di Bronzo al Valor Militare (nastro azzurro): Battaglia di Verona (1848); Battaglie di Staffalo, Sommacampagna, Milano e Peschiera (1848); Cirenaica (1923-1924); Fronte Greco-Albanese (1940-1941);
  • 2 Croci di Guerra al Valor Militare (nastro azzurro con due filetti centrali d’argento): Tripolitania (1922-1923); Tripolitania (1922-1930);
  • 3 Medaglie d’Oro al Valore dell’Esercito (nastro azzurro con due filetti d’oro): Terremoto Friuli-Venezia Giulia (1976-1977); Terremoto Campania e Basilicata (1980-1981); Missioni di pace all’estero (1982-1993);
  • 6 Medaglie al Valor Civile (nastro tricolore): d’Oro, per l’alluvione del Polesine (1951); d’Oro, per le avversità atmosferiche (1956); d’Argento, per il disastro del Vajont (1963-1964); d’Oro, per le alluvioni (1966); d’Oro, per la lotta alla criminalità (1985-1991); d’Oro, per le alluvioni in Piemonte e in Emilia Romagna (1994).